Una donna impiegata di 37 anni con figlio maschio di 5 anni si rivolge a noi per via dell’ ex-marito di 41 anni, al quale, in sede di giudizio, il giudice ha disposto la corresponsione di un assegno di mantenimento per il figlio. L’uomo è da tempo che non rilascia tale assegno dichiarando il suo stato di disoccupato, per tanto sostiene che non può adempiere ai suoi doveri. Sono emerse indicazioni in base alle quali il marito si presuma lavori in “nero” presso un bar, all’interno di un campeggio dove si sente al sicuro visto che il posto è protetto da una barriera e da una reception dove, per introdursi all’ingresso, bisogna esibire un documento.
Si predispone un’ osservazione dinamica degli spostamenti dell’ex-marito per 4 giorni dal lunedì al giovedì dalle 16:00 alle 24:00.
Dal primo giorno di controllo appuriamo l’ingresso e l’uscita regolare dal camping, così si decide di indagare all’interno per gli altri 3 giorni e dagli interventi di simulazione svolti e dai rilievi fotografici acquisiti è indubbio che l’uomo presta attività lavorativa continuativa presso il bar, anche se in forma non ufficiale.
Grazie a quanto acquisito con le nostre indagini, la nostra cliente ha potuto rivolgersi ad un legale per richiedere ciò che le spetta.



